Ignazio
Apolloni,
an author, poet, political commentator, and editor and chief
contributor to Intergruppo
Singlossie, his own contemporary journal,
is
fortunate as well, but he questions himself, his island country,
and its relations
with Italy, which he calls with mischief “the mother
country”.
“You must understand that there are many Sicilys”,
he says. We are in his Palermo apartment, every wall of
which is painted – a
section of Picasso’s
“Guernica” reproduced on one wall,
cartoons and political caricatures in the
foyer, abstracts and seashells
mural of jeans hanging
from a washline painted
on his bedroom wall.
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Il rapporto fra me e
Ignazio Apolloni è stato
per moltissimi anni, giusto per
agganciarmi
al titolo di una sua recente raccolta di racconti, “a maglie larghe”.
L’ho incontrato o, meglio,
visto, nel 1989, in occasione di un recital
di poesie organizzato a Marausa, in quel di Trapani, dall’ormai
sopravvissuto
a se stesso Antigruppo siciliano. Dall’alto di una torre Ignazio recitò una
sua poesia che mi
fece una grande impressione, perchè mi giunse all’orecchio
come una fresca, scoppiettante, quanto ineffabile
cascata di suoni.
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